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Dal
punto di vista tecnico, possiamo dividere i disturbi
sessuali in tre categorie
distinte: le disfunzioni sessuali vere e proprie,
le deviazioni del desiderio sessuale o parafilie,
i disturbi dell'identità di genere.
Per
disfunzioni sessuali si intendono quei disturbi che
ostacolano o impediscono il rapporto sessuale: mancanza
del desiderio, avversione sessuale, carenza o mancanza
dell'erezione (nell'uomo), mancanza di eccitamento
(nella donna), eiaculazione precoce, vaginismo. Alquanto
diffuso è anche il disturbo dell'orgasmo, con
difficoltà o assenza del raggiungimento dell'orgasmo
stesso, che può manifestarsi tanto nella donna,
quanto nell'uomo (sebbene meno frequentemente). Quest'ultimo
disturbo, in molti casi, tende a non essere avvertito
come un vero problema, soprattutto dalla donna, con
un meccanismo psichico di marginalizzazione del problema.
In psicoterapia non è infrequente che la notizia
della sua esistenza emerga solo dietro domande specifiche,
quando il terapeuta esplora con le sue domande l'area
del comportamento sessuale.
Nei
maschi, invece, la difficoltà nel pieno compimento
del rapporto sessuale crea una forte frustrazione
e ansia di prestazione, poiché l'efficienza
sessuale è uno degli elementi che concorrono,
nella coscienza maschile, alla costruzione di una
soddisfacente immagine di sé. Va da sé
che la presenza dell'ansia di prestazione complica
in maniera determinante la risoluzione spontanea del
problema, consolidando e moltiplicando le esperienze
di fallimento. Un disturbo che magari poteva essere
solo occasionale, può così diventare
ricorrente, richiedendo a questo punto l'intervento
dello psicoterapeuta.
Il primo passo che questi compierà, in questo
caso come in taluni disturbi femminili come il vaginismo,
sarà di escludere, tra le possibili cause,
la presenza di disfunzioni organiche, la qual cosa
si può accertare facilmente con esami medici
specifici, andrologici o ginecologici, quando non
già attraverso il semplice colloquio. Se la
funzionalità fisica degli organi risulterà
soddisfacente, come avviene in una grande percentuale
di casi, il problema dovrà essere affrontato
sul piano psicologico, ricercando cause attuali o
pregresse del fenomeno disfunzionale. Spesso, una
buona psicoterapia permette di superare con relativa
facilità questo tipo di problemi.
Per
parafilie si intendono le deviazioni dal normale oggetto
sessuale: sono pertanto qui classificate tutte quelle
forme che precedentemente venivano chiamate perversioni
[vedi anche: normalità e devianza nella pratica
sessuale]: esibizionismo, feticismo, travestitismo,
pedofilia, masochismo o sadismo sessuali, voyeurismo,
coprofilia, e altre ancora. Alcune di queste forme,
come l'esibizionismo o il sadismo, sono perseguite
dalla legge, poiché comportano, o possono comportare,
la sopraffazione della volontà dell'altro,
fino al coinvolgimento di persone non consenzienti.
Le parafilie sono molto più diffuse tra gli
uomini che tra le donne, sembra in rapporto di 20:1.
Il trattamento delle parafilie è di tipo psicoterapeutico,
ma non sempre chi ne è affetto accetta facilmente
l'idea di ricorrere a terapie, di qualunque tipo si
tratti, preferendo piuttosto rimanere "fedele"
alla propria specifica forma di deviazione, che gli
garantisce eccitamento e orgasmo, per quanto si possa
chiamare orgasmo questo tipo di soddisfacimento in
forma patologica. La scuola sessuologica di derivazione
reichiana ha speso molte parole, anche convincenti,
per la distinzione tra il raggiungimento dell'acme,
che costituisce la semplice scarica fisiologica, e
la complessa reazione psicofisica dell'orgasmo, che,
in definitiva, presuppone un rapporto sostanzialmente
naturale tra due individui psicologicamente sani (si
veda, a questo proposito il libro "Amore e orgasmo",
di A. Lowen) .
Per
disturbi dell'identità di genere, intendiamo
manifestazioni della difficoltà di accettare
l'appartenenza al proprio genere sessuale. L'esito
più clamoroso di questi disturbi è il
transessualismo (per una trattazione dal punto di
vista sociologico, vedi Identità di genere
e sessualità), preceduto spesso da fenomeni
di travestitismo, di natura tuttavia diversa da quello
classificato tra le parafilie: in quello, la causa
efficiente è la ricerca dell'eccitamento, in
questo è conquistare l'identità di genere
in una personalità che si sente "tradita
dal proprio corpo". Questi disturbi trovano caratteristicamente
il proprio esordio fin dalla fanciullezza, manifestandosi
con un disgusto per i propri caratteri sessuali distintivi,
ed una inaccettazione profonda della propria mascolinità
o femminilità.
L'esito
di questo disturbo è spesso l'intervento chirurgico
e/o il trattamento ormonale, per la ricostruzione
di una morfologia fisica che consenta l'armonizzazione
del corpo con una personalità che possiede
un'identità di genere dell'altro sesso. In
questi casi, infatti, l'intervento psicoterapeutico
risulta del tutto inefficace, e gli psicologi si limitano
ad occuparsi dello screening psicologico, volto all'accertamento
dell'esistenza del bisogno profondo di cambiare sesso,
non rimovibile perché non legato a fattori
transitori.
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